logo build on italia

Build On Italia

La nascita di buildOn Italia

Ho iniziato alcuni anni fa la mia esperienza di volontariato con i ragazzi autistici. Avevo delle ore libere ed ho pensato fosse bello poterle “donare” a chi era stato meno fortunato di me e doveva affrontare dei seri problemi. Ma ben presto mi sono reso conto che nel fare volontariato ero in realtà io a ricevere assai più di quanto non fossi in grado di dare.
In altre parole mi sono reso conto di quanto il volontariato fosse non solo importante socialmente, dal momento che cercava di supplire a carenze dello stato sociale, ma fosse altamente formativo ed arricchente personalmente.
Non mi bastava più l’indignazione di fronte alle ingiustizie e alle inadeguatezze sociali. Il fatto stesso di passare dall’indignazione all’azione cambia qualitativamente il nostro rapporto con la problematica vissuta. Non ci sentiamo più spettatori bensì protagonisti.

 

Non contento dunque del semplice volontariato assistenziale ho realizzato che potevo e volevo fare di più. L’esperienza con i ragazzi autistici mi aveva fatto comprendere che il lavoro con i giovani svantaggiati era ciò che più si confaceva a questa fase della mia vita. I meno fortunati perché in qualche modo il mondo potesse riequilibrarsi, i più giovani poiché sono coloro che forse hanno meno mezzi materiali ma più potenzialità di cambiamento.
Così ho iniziato un percorso di conoscenza e sperimentazione nel mondo del volontariato per meglio comprendere in che modo potessi utilizzare le mie conoscenze e la mia formazione, tanto sul terreno politico/sociale che per la recente esperienza nel mondo del cinema. Gli ultimi quindici anni di lavoro nella promozione dei cortometraggi, mi hanno permesso infatti non solo di lavorare sopratutto con i giovani, ma anche di conoscere e sperimentare con loro nuovi linguaggi cinematografici ai quattro angoli del pianeta.
Mi sono recato in Brasile con una onlus italiana, dove ho avuto modo di conoscere parecchi progetti portati avanti dalla stessa insieme ad organismi locali. Tutti magnifici progetti finalizzati al sostegno dei giovani, in particolare i ragazzi di strada nel nord est del paese. L’esperienza mi è stata molto utile per iniziare meglio a comprendere come funziona il mondo del volontariato internazionale. Comprendere ad esempio quanto in Brasile il legame di gran parte delle ong con strutture condizionate da vari filoni religiosi, avesse delle significative ricadute con conseguenti compromessi.
Poi è stata la volta del Senegal, grazie ad un’organizzazione di volontariato brittanica.  Questa volta la mia attività è stata centrata su un’esperienza con i piccoli talibè, i ragazzi di strada senegalesi, che vivono tra l’apprendimento del Corano nelle Daras e la questua nelle strade per la sopravvivenza. Da questa magnifica esperienza ho ricevuto in cambio la fortuna di lavorare con i bimbi africani, la loro spontaneità e la loro ricchezza umana. Ma ho anche toccato con mano quanto sia devastante la mancanza di una base sia pur minima d’istruzione. Di quanto i ragazzi cui viene negata un istruzione finiscano facilmente preda dei manipolatori di turno, di quanto si sentano impotenti per lottare per un futuro migliore. Inoltre mi sono iniziato ad interrogare su quanto le ONG internazionali, facciano realmente arrivare i fondi raccolti ai progetti sul campo. In altri termini di quanti soldi vengano assorbiti da megastrutture organizzative e quanti finiscano nella concreta attuazione dei progetti umanitari.
Quindi mi sono messo alla ricerca di una ONG che fosse maggiormente in grado di rispondere alle mie aspettative. Lavorare per i giovani più svantaggiati , soprattutto puntando alla loro istruzione . Lavorare con una ONG in cui fosse ben visibile il rapporto costo/benefici. Dove cioè i soldi raccolti finiscano per la maggior parte nei progetti di sostegno. Possibilmente lavorare in Africa, il continente più penalizzato dall’arroganza e dalla sete di profitto dell’Occidente.

In questa ricerca non facile, ho finalmente incontrato buildOn, un ong statunitense che concentrava i propri sforzi proprio nella costruzione di scuole nei paesi in via di sviluppo ed il cui “investimento sul campo“ era dell’86% degli introiti. Inoltre ciò che mi ha affascinato e che rende buildOn un po’ speciale è il suo carattere di movimento più che di organizzazione caritatevole. L’organizzazione di volontari, infatti, sia per lavorare insieme alle popolazioni locali per costruire scuole, sia per svolgere volontariato sociale nel proprio paese, è un suo pilastro. Il suo impegno non viene misurato solo in termini di soldi raccolti, ma anche di ore lavorative prestate nel lavoro volontario. Questo impegno con e per i volontari, rende buildOn assai diversa da quasi tutte le altre onlus. Ecco ciò che cercavo !
Da lì i primi approcci con buildOn negli Stati Uniti, i contatti, le discussioni, sino all’approvazione della costituzione dell’Italian Chapter. A quel punto potevo finalmente contattare amici e conoscenti per proporgli di partecipare al “movimento” buildOn Italia. Molti hanno accettato con entusiasmo e in pochissimo tempo siamo diventati un bel gruppo di volontari di diversa formazione professionale, al quale, man mano, si sono aggiunti con entusiasmo studenti universitari e liceali.

Abbiamo scelto di avviare il nostro primo progetto di costruzione di una scuola in Burkina Faso. Questo perché il continente africano ci sembra quello più penalizzato e martoriato dalle politiche del nord benestante, e per i cospicui flussi migratori verso il vecchio continente.  Nella compagine africana poi, il Burkina Faso ci sembrava uno dei paesi più emblematici, tra i più poveri al mondo e con la più alta percentuale di analfabetismo. E’ proprio da lì che dovevamo iniziare! Per quanto riguarda il volontariato sociale in Italia, abbiamo scelto di iniziare da Roma, dove la maggior parte di noi è residente e, soprattutto, dove non mancano le possibilità di intervento sociale e di sviluppo. Abbiamo perciò attivato una collaborazione con l’onlus Asinitas che si occupa soprattutto di favorire, sempre attraverso l’istruzione e la scolarizzazione, l’inclusione sociale dei migranti. Inoltre, Asinitas, come buildOn, dà particolare importanza alla parità di genere e all’istruzione femminile. Ci è sembrato quindi un ottimo punto di partenza per iniziare a lavorare sul nostro territorio. Ringraziamo Asinitas che ha accolto il “movimento” buildOn Italia dandoci la possibilità di partire con il piede giusto!

Ivo De Sanctis

Per saperne di più sul Burkina Faso>
Per saperne di più sulle attività dei nostri partner di Asinitas>

StampaEmail